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A cartigliano. Tre giovani sono stati rintracciati dalla polizia. Rischiano una denuncia |
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Il Giornale di Vicenza
A cartigliano. Tre giovani sono stati rintracciati dalla polizia. Rischiano una denuncia
Con la bomba carta “fai da te”
danneggiano un’auto d’epoca
Lorenzo Parolin
- Mercoledì 06 Gennaio 2010
- BASSANO,
- pagina 31

La vettura fatta esplodere da tre amici con una bomba carta
Non dimenticheranno facilmente quest'inizio d'anno, i tre 19enni di cartigliano A.Z., E.B. e ancora E.B.. E tutto a causa di una loro bravata potenzialmente foriera di conseguenze gravissime.
Per
la notte di San Silvestro i giovani si erano, infatti, procurati tre
scatole di petardi tipo "Raudi" o "Magnum", per un totale di circa 150
botti. Non contenti delle esplosioni d'ordinanza, hanno pensato di
costruire una bomba-carta utilizzando circa 500 grammi di polvere
pirica recuperata dai petardi a loro disposizione. Secondo le
dichiarazioni raccolte dalla polizia, l’ispiratore del progetto sarebbe
stato A.Z., il quale avrebbe poi coinvolto gli altri amici nel
progetto, piuttosto rischioso.
Completato l'ordigno con una miccia
artigianale, frutto dell’assemblamento di petardi più piccoli
(anch'essa particolarmente pericolosa, data l'impossibilità di
stabilirne a priori i tempi d'innesco), i tre si sono diretti in
campagna, individuando in un terreno a lato di via Colosseo a S. Pietro
di Rosà, il luogo ideale per far brillare il loro ordigno. Nel campo si
trovava anche una vecchia Citroen Ds (il celebre "squalo" della casa
francese) abbandonata da qualche tempo e appartenente al 43enne G.G.,
di Bassano. I tre, attorno alle 16.30 di domenica, hanno pensato di
rendere ancor più spettacolare l'esplosione, posizionando il petardo
nell'abitacolo. Tempo qualche secondo e l’ordigno è esploso con
violenza, generando danni ben più gravi del previsto: l'onda d'urto ha
mandato in mille pezzi tutti i cristalli dell'automobile e ne ha
divelto la cappotta, spedendola nel campo a qualche metro di distanza.
Fortunatamente
i ragazzi erano riusciti ad allontanarsi a sufficienza per non essere
sfigurati dalle schegge, non abbastanza però per concludere la loro
bravata in tranquillità. Molto spaventati, i tre sono risaliti nella
loro auto, di proprietà della famiglia di A.Z., allontanandosi alla
chetichella. Il gran botto ha richiamato l'attenzione di un residente
che ha preso nota della targa e poi ha chiamato il 113.
Tempo alcune
ore, e gli agenti del vicequestore David De Leo sono risaliti ad A.Z.,
ottenendone una spontanea ammissione di colpa. Il giovane, oltre ad
aver ricostruito i fatti, avrebbe (ma la cosa è da verificare) anche
dichiarato di aver trovato su internet le istruzioni per costruire
ordigni fai-da-te. Alla fine delle ricerche è risultato che il gesto
era nient'altro che una bravata, per quanto potenzialmente letale, ma
allo squillare del telefono in commissariato, le forze dell’ordine
temevano addirittura potesse trattarsi di un'azione intimidatoria o di
un attentato a scopo estorsivo, pertanto le indagini sono state
condotte con la massima celerità.
Per i tre ragazzi, in ogni caso,
la vicenda non finisce qui. Oltre ad un deferimento all'autorità
giudiziaria, rischiano sanzioni penali e amministrative che vanno dal
danneggiamento, all'accensione di fuochi pericolosi, alla modifica di
petardi classificati, con il rischio che il conto da pagare per il loro
gesto superficiale, sia veramente molto salato.
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