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sabato 04 settembre 2010
A cartigliano. Tre giovani sono stati rintracciati dalla polizia. Rischiano una denuncia PDF Stampa E-mail

Il Giornale di Vicenza

A cartigliano. Tre giovani sono stati rintracciati dalla polizia. Rischiano una denuncia

Con la bomba carta “fai da te”
danneggiano un’auto d’epoca

Lorenzo Parolin

  • Mercoledì 06 Gennaio 2010
  • BASSANO,
  • pagina 31

La vettura fatta esplodere da tre amici con una bomba carta
Non dimenticheranno facilmente quest'inizio d'anno, i tre 19enni di cartigliano A.Z., E.B. e ancora E.B.. E tutto a causa di una loro bravata potenzialmente foriera di conseguenze gravissime.
Per la notte di San Silvestro i giovani si erano, infatti, procurati tre scatole di petardi tipo "Raudi" o "Magnum", per un totale di circa 150 botti. Non contenti delle esplosioni d'ordinanza, hanno pensato di costruire una bomba-carta utilizzando circa 500 grammi di polvere pirica recuperata dai petardi a loro disposizione. Secondo le dichiarazioni raccolte dalla polizia, l’ispiratore del progetto sarebbe stato A.Z., il quale avrebbe poi coinvolto gli altri amici nel progetto, piuttosto rischioso.
Completato l'ordigno con una miccia artigianale, frutto dell’assemblamento di petardi più piccoli (anch'essa particolarmente pericolosa, data l'impossibilità di stabilirne a priori i tempi d'innesco), i tre si sono diretti in campagna, individuando in un terreno a lato di via Colosseo a S. Pietro di Rosà, il luogo ideale per far brillare il loro ordigno. Nel campo si trovava anche una vecchia Citroen Ds (il celebre "squalo" della casa francese) abbandonata da qualche tempo e appartenente al 43enne G.G., di Bassano. I tre, attorno alle 16.30 di domenica, hanno pensato di rendere ancor più spettacolare l'esplosione, posizionando il petardo nell'abitacolo. Tempo qualche secondo e l’ordigno è esploso con violenza, generando danni ben più gravi del previsto: l'onda d'urto ha mandato in mille pezzi tutti i cristalli dell'automobile e ne ha divelto la cappotta, spedendola nel campo a qualche metro di distanza.
Fortunatamente i ragazzi erano riusciti ad allontanarsi a sufficienza per non essere sfigurati dalle schegge, non abbastanza però per concludere la loro bravata in tranquillità. Molto spaventati, i tre sono risaliti nella loro auto, di proprietà della famiglia di A.Z., allontanandosi alla chetichella. Il gran botto ha richiamato l'attenzione di un residente che ha preso nota della targa e poi ha chiamato il 113.
Tempo alcune ore, e gli agenti del vicequestore David De Leo sono risaliti ad A.Z., ottenendone una spontanea ammissione di colpa. Il giovane, oltre ad aver ricostruito i fatti, avrebbe (ma la cosa è da verificare) anche dichiarato di aver trovato su internet le istruzioni per costruire ordigni fai-da-te. Alla fine delle ricerche è risultato che il gesto era nient'altro che una bravata, per quanto potenzialmente letale, ma allo squillare del telefono in commissariato, le forze dell’ordine temevano addirittura potesse trattarsi di un'azione intimidatoria o di un attentato a scopo estorsivo, pertanto le indagini sono state condotte con la massima celerità.
Per i tre ragazzi, in ogni caso, la vicenda non finisce qui. Oltre ad un deferimento all'autorità giudiziaria, rischiano sanzioni penali e amministrative che vanno dal danneggiamento, all'accensione di fuochi pericolosi, alla modifica di petardi classificati, con il rischio che il conto da pagare per il loro gesto superficiale, sia veramente molto salato.

 





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