Thriller Magazine 23 Ottobre 2005
Benvenuti in Vomito Street
di Stefano Ferrio

Si trova a Tezze sul Brenta, ed è forse la
strada più puzzolente d'Italia, ammorbata da una concentrazione record
di fabbriche maleodoranti. Il paese è lo stesso della falda acquifera
impestata dal cromo esavalente e del kit fai da te fornito ai cittadini
per liberarsi dell'amianto. Nel frattempo al cimitero di Valdagno
scoppiano le bare, Black Birba (un anno) passeggia tutta sola per il
centro di Vicenza, e l'assessore regionale alla sanità si fa
fotografare mentre mangia pollo crudo
Come insegna la magnifica Julia Roberts di Erin Brokowich,
film tratto da una reale vicenda accaduta negli Stati Uniti, non ci
vuole granchè per morire (e male) di cromo esavalente. Anche la legge
italiana ne è consapevole, fissando in 5 microgrammi per litro la
massima quantità tollerabile della cancerogena sostanza. A Tezze sul
Brenta, paesino al confine fra le province di Vicenza e Padova, gli
ultimi rilevamenti compiuti nella locale falda acquifera parlano di
20mila microgrammi per litro. Una quantità in grado di scatenare
un'autentica ecatombe (Il Giornale di Vicenza del 12 ottobre),
estesa al vicino comune di Fontaniva. L'inchiesta aperta dalla Procura
della Repubblica di Padova mira ad accertare se, come molti sostengono,
la causa dell'avvelenamento sia da riferire a responsabilità della PM
Galvanica, azienda fallita che, quando era in attività, avrebbe
ammorbato il sottosuolo con gli scarichi della propria produzione. In
attesa di arrivare a una conclusione giudiziaria, Tezze sul Brenta si
segnala per un habitat naturale profondamente alterato, dove crescono
margherite di proporzioni gigantesche e dove a meno di venti metri dal
livello del suolo le rocce sono completamente ingiallite a causa
dell'azione prodotta dal cromo. Di quest'ultimo fenomeno raccontano i
funzionari dell'Arpav sul Gazzettino del 3 agosto scorso, in
occasione dell'impacchettamento dell'intera fabbrica operato dai vigili
del fuoco. La misura si è resa necessaria in seguito a una grandinata
che, sfondando il tetto della PM Galvanica ha esposto all'effetto della
pioggia il pavimento della fabbrica, aggravando l'inquinamento e
mettendo fuori uso le pompe del sistema di depurazione.
Oltre che
per il cromo, Tezze si segnala per Vomito Street, come è stata
ribattezzato viale Brenta, con ogni probabilità la strada più
maleodorante d'Italia (Il Gazzettino del 20 agosto). Chi abita
in Vomito Street, racconta delle nausee e dei bruciori continui — a
volte inediti — provocati dalla concentrazione in pochi metri di una
conceria, un deposito di pelli, un allevamento di tacchini e una
neonata fabbrica dove si lavorano scarti di carcasse di animali. Forse
a causa della consapevolezza di vivere in un paese ai confini con
l'Inferno, l'Ufficio Ecologia del Comune fornisce ai cittadini, al
costo di 100 euro, un kit completo per la rimozione dell'amianto: tuta,
guanti, mascherina, nebulizzatore e incapsulante, con i quali provare
l'emozione di fare l'astronauta rimuovendo la copertura in eternit
della propria fabbrichetta o abitazione. Dalla vicina Fontaniva non
arrivano ancora notizie di iniziative analoghe per debellare le
angoscianti quantità di arsenico rilevate nella falda acquifera, così
come raccontato dal Gazzettino del 21 agosto.
Di altri odori riferisce Il Giornale
di Vicenza del 12 ottobre. Sono quelli provocati dalle ripetute e
misteriose espolosioni delle bare del cimitero di Valdagno: tre quelle
scoppiate negli ultimi mesi, con conseguente ammorbamento di un'ampia
zona riservata ai loculi. L'aria irrespirabile ha costretto il Comune
ha vietare l'accesso a questa galleria, in attesa che dai rilevamenti
in corso si possa comprendere la causa del fenomeno.
Nella vicina
Marostica, dove invece le tombe al momento non puzzano,
l'amministrazione si sta prodigando per rendere il più possibile
"vivibile", nonchè redditizia, la zona del camposanto. Dopo l'apertura
di un attiguo supermarket, è stata la volta di un "Bar dei Morti" che
ha scatenato feroci polemiche in consiglio comunale.
Chi è in caccia
dei segni dei tempi registra il nome di Black Birba, un anno,
nazionalità ghanese, sorpresa tutta sola a spasso lungo le più
trafficate strade del centro di Vicenza prima di essere intercettata da
una pattuglia della Polfer (madre denunciata per abbandono, Il Giornale
di Vicenza del 18 ottobre). E, se ancora non gli bastasse, può
ritagliare la foto dell'assessore regionale alla sanità Flavio Tosi
(Lega Nord) pubblicata sulla prima pagina del Giornale di
Vicenza del 20 ottobre. L'immagine ritrae Tosi intento a divorare un
piatto di pollo crudo per denunciare quello che secondo lui è il
terrorismo mediatico in atto sull'influenza aviaria.
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