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giovedì 09 settembre 2010
CARTIGLIANO Caso dei cinesi clandestini, Gnoato nuovo assessore al posto di Zanetti PDF Stampa E-mail

Il Gazzettini 2008-09-06

 
CARTIGLIANO Caso dei cinesi clandestini, Gnoato nuovo assessore al posto di Zanetti
 
Cartigliano

Più che puntare il fucile sull'ex assessore, le minoranze cartiglianesi hanno spostato il mirino sul resto dell'amministrazione. Il consiglio comunale convocato l'altro ieri per la surroga di Roberto Zanetti con il subentrante Herry Gnoato non si è trasformato in un processo all'ex titolare del referato alle attività produttive, che ha rassegnato dimissioni irrevocabili dopo la scoperta di clandestini cinesi nel capannone affittato da alcuni mesi a un laboratorio tessile. Le opposizioni hanno preferito calcare la mano sull'omessa vigilanza da parte della maggioranza.


Solo Roberto Scalco ha sferrato un duro attacco anche allo stesso Zanetti (non presente in aula): «Se la solidarietà dell'amministrazione nei suoi riguardi era d'obbligo - ha affondato il capogruppo di "Cartigliano 2000" - non era obbligatorio sposare l'idea della buona fede. Non si può essere amministratori e soprattutto presidenti degli artigiani e ignorare le più elementari regole di vita e di etica. È statisticamente dimostrato che nel 90 per cento delle manifatture cinesi qualcosa non quadra. In questo caso ha prevalso l'interesse pecuniario: si sa, pecunia non olet...». Per Scalco, il sindaco Racchella avrebbe dovuto essere «più rigoroso» e dire a Zanetti di «rinunciare a qualche centinaio di euro» per evitare una brutta figura alla comunità: «Siamo stati derisi dall'intera nazione. Mi stupisce che la Lega non abbia espulso Zanetti: solo così avrebbe davvero lavato l'onta».

Lorenzo Grandesso, del Gruppo misto, ha però definito l'ex assessore "un parafulmine": «Le sue dimissioni cercano di rimuovere qualsiasi dubbio che possa sfiorare l'amministrazione. Nella gestione di certi laboratori le irregolarità sono frequenti: bisognava fare più attenzione e compiere controlli e verifiche a sorpresa. Questa mancanza non è imputabile esclusivamente a Zanetti». «Io gli avevo espresso grossissime perplessità sulla scelta di affittare ai cinesi - ha ribadito Racchella - ma, fino a prova contraria, mi fido delle rassicurazioni di un mio assessore. Per me questa storia è stata una batosta e una grande delusione, ma non getto la croce addosso all'uomo: con Roberto ho vissuto 9 anni di impegno amministrativo, di cui 5 in minoranza, e l'ho sempre apprezzato per correttezza e lealtà. Non sono io a dover prendere altri provvedimenti nei suoi confronti: quelli spettano casomai ai vertici della Lega».

L'assessore Antonio Baggio ha fatto presente a Scalco che «un inconveniente può succedere a chiunque: è capitato anche a lei quando negli anni '80 mise in "cassa integrazione" un suo assessore (Silvio Zonta, ndr)». «Non fu un infortunio, ma una decisione politica che ancor oggi ripeterei», ha ribattuto Scalco, dando atto a Racchella di essere stato «obiettivo, razionale e sincero». «L'infortunio fu nella scelta iniziale della persona», ha poi precisato Baggio. Monia Bordignon ha osservato che pure l'attuale amministrazione è incappata in parecchi «errori di superficialità» e Grandesso ne ha portato degli esempi: «Un assessore veniva chiamato così ancora prima di diventarlo (Ornella Torresin, ndr), un altro non aveva i requisiti necessari (Tosin, ndr) e per di più era un esterno, mentre in campagna elettorale avevate garantito che gli assessori erano già stati individuati all'interno della lista». «A parte che Tosin aveva tutti i titoli - ha tagliato corto Racchella - se questi sbagli sono gli unici che abbiamo commesso in quattro anni, c'è da essere più che felici».

Emanuele Borsatto





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Commenti
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Anonimo   |09-09-2008 20:02:33
questi sono solo gli sbagli di nomina, poi ci sono tutti gli altri !
cittadino onesto  - zerbini   |13-09-2008 18:08:27
bisogna considerare che questa amministrazione non risponde ai cittadini ma alla segreteria del partito. Più porcherie combini e più probabile è che in cambio arrivi qualche promozione, tipo posto in provincia, in regione e perchè no un posto da deputato....
Anonimo  - la lega   |13-09-2008 22:08:25
i leghisti in qualche misura hanno attirato gli immigrati quando i piccoli imprenditori volevano manodopera,la lega ha cavalcato sulla questione immigrati per prendere un sacco di voti,
e poi se con i tempi che corrono trovo facilmente qualcuno che mi paga l'affitto del capannone,un cinese,quando succede molo spesso che scovano cinesi che fanno uso di clandestini per farne del schiavismo poi!,ci sarà pure un cavolo di motivo!
è un vero peccato che non esista una legge che punisca anche chi affitta ai clandestini schiavisti,e su di questultimi non si franno nemmeno interminabili ore di talksow televisivi di qualche vespa in salsa locale
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