| Cartigliano
Anche il consiglio comunale di Cartigliano
ha votato l'altra sera all'unanimità le osservazioni critiche al
progetto di intervento sul fiume Brenta presentato dalla società
regionale Veneto Acque spa, che prevede la realizzazione di alcune
traverse sul fiume per permettere una migliore ricarica delle falde
acquifere, le quali approvvigioneranno gli acquedotti di città come
Padova, Rovigo, Venezia. L'intervento della Veneto Acque spa interessa
il tratto di Brenta che va da Bassano a Carmignano, ma alcuni giorni fa
tutti i comuni interessati si sono trovati proprio a Carmignano ed
assieme ai vertici dell'Ato Brenta e dell'Etra hanno concordato un
documento molto critico che, al pari di altri comuni, anche Cartigliano ha approvato mercoledì sera.
Nella
seduta consiliare per l'opposizione ha parlato l'ex sindaco e
consigliere provinciale Roberto Scalco, che ha sintetizzato le
osservazioni critiche decise dai comuni del Medio Brenta, si è detto
d'accordo sulla presa di posizione critica garantendo il suo voto
favorevole, ma ha lamentato l'assenza di proposte alternative da parte
dei comuni interessati. Il sindaco Germano Racchella ha precisato che
la sua amministrazione non contesta l'intervento in sè ma il fatto che
la Regione Veneto ha deciso di realizzare il progetto senza verificarne
la fattibilità. Il documento del consiglio comunale cartiglianese,
approvato con immediata esecutività e firmato già ieri mattina dal
sindaco Racchella, contiene dei passaggi molto allarmanti sulla
situazione ambientale bassanese, in particolare dei comuni di Cartigliano e Nove.Nel deliberato ad esempio si legge: Si segnala che il territorio dei comuni di Nove e Cartigliano
è situato immediatamente a sud del depuratore consortile del sistema
fognario del bassanese, del megadigestore dei rifiuti solidi urbani del
bacino bassanese, nonché della grande discarica intercomunale di
rifiuti, attualmente esaurita, realizzata in località Rivarotta; tale
stato dei luoghi fa aumentare considerevolmente i rischi e non ci sono
adeguate garanzie per evitare l'eventuale inquinamento della falda.
E
ancora: Il consiglio prende atto che le escavazioni sul greto del fiume
Brenta effettuate nei decenni precedenti hanno dato luogo a
preoccupanti fenomeni di erosione, anche alle infrastrutture dei ponti;
per scongiurare l'aggravarsi della situazione è assolutamente
necessario impedire l'asportazione del materiale inerte di ogni tipo,
presente sul greto, compreso materiale ghiaioso e sabbioso. Il
documento che contiene le osservazioni critiche al progetto termina con
alcune domande precise e ed un po' provocatorie: ma questi interventi
di modellazione fluviale sono veramente necessari? L'intervento
previsto e finanziato è direttamente connesso con la ricarica delle
falde o ha altri fini?
Perché
un intervento così impattante sul piano naturalistico nell'unica area
di questa parte del fiume Brenta? Domande che attendono una
risposta.Silvano Bordignon
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