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Corriere della Sera 16 giugno 2009
I pendolari del Venezia-Bassano viaggiano più lenti che nel 1933
I disagi in Veneto. In mattinata 30 treni tardano nell’ora di punta
—, siamo in trattativa». Non sta scherzando. Del resto, è grazie
all’insistenza di Badini e del suo amico Alberto Baccega se il paese di
Carpanè Valstagna è collegato a Bassano con un treno. Sono stati loro
due, nel ’74, a convincere le Ferrovie che quel convoglio era
indispensabile. «Fu una grande vittoria — ricorda Badini —. Alla prima
corsa la littorina portò 134 passeggeri». Come molti altri pendolari di
Bassano, anche lui continua a viaggiare in treno: «Perché è più sicuro,
perché si socializza, perché muoversi in macchina da qui è uguale a
infilarsi in un imbuto». Riuniti in comitato da decenni, provano a
immaginare servizi migliori. Insomma, questi non sono cittadini che
strepitano per l’ennesimo ritardo. Anzi, sarebbero i testimonial ideali
per un’azienda ferroviaria: innamorati (fedeli) del trasporto su
rotaia. Chiedono risposte, però, e forse se le meriterebbero.
La novità è che da un po’ di tempo i bassanesi non sono soli. Negli
ultimi anni, fra Conegliano e Portogruaro, il Veneto ha visto nascere
vari comitati di pendolari. In tutta la regione ci sono 110 mila
persone che usano i treni per andare a lavorare. E adesso alcune di
loro hanno iniziato a denunciare disservizi, convogli soppressi,
rallentamenti. «Da gennaio a oggi abbiamo ricevuto 500 lettere di
protesta» racconta Walter Rigobon, responsabile di Adiconsum. Dopo
quello che è successo ieri mattina potrebbero essere aumentate.
Giornata sfortunata: un’anomalia al sistema di gestione della
circolazione di Mestre, fra le 7.10 e le 8.40 provoca ritardi compresi
tra i 15 e i 50 minuti per una trentina di treni regionali. Il
Treviso-Venezia delle 7.14 parte quasi mezz’ora dopo l’orario previsto.
A bordo, dopo Mogliano, restano quasi solo posti in piedi. C’è Andrea
Bordin, stuccatore, che di solito attacca a lavorare a Venezia alle 8;
ma ieri il locomotore alle 8 e 2 minuti era appena entrato alla
stazione di Mestre. E chissà se Michela, insegnante al conservatorio di
Rovigo, è riuscita ad arrivare in tempo: «Ho gli esami, non posso
tardare, ora chiedo al capotreno se a Mestre mi aspettano. Altro che
fare il Ponte sullo Stretto, noi qui abbiamo bisogno di una
metropolitana leggera» dice un attimo prima di scomparire nella pancia
del treno.
Sono proteste civili. E in effetti qualche problema in Veneto c’è.
Almeno su questo sono tutti d’accordo. Poi ognuno la vede a modo suo.
«Qui Trenitalia ha 1.360 dipendenti: nel 2005 erano il 30% in più.
Personale scarso, a fronte di 600.000 passeggeri al giorno — attacca
Flavio
il dato
1933 1 ora e 16 minuti
2009 1 ora e 27 minuti
Multe della regione negli ultimi 2 anni per inosservanza degli standard qualitativi 3,8 milioni di euro
$ treni al giorno soppressi in veneto per mancanza di personale o guasti.
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