| Bassano I Carabinieri hanno scoperto e bloccato il (presunto) autore della rapina alla "Caffetteria" di via de Blasi, in città, durante la quale la titolare, Marianna Citton, 27 anni, di Bassano, è rimasta ferita. Il fermato è Youssef Jaafar, 26 anni, marocchino, dotato di permesso di soggiorno, un tempo domiciliato a Cartigliano , di fatto senza fissa dimora. Il maghrebino si trova ora in cella, a Vicenza, a disposizione del pm. dott. Parolin. Alle 11 del 5 gennaio un giovanotto è entrato nell'esercizio della Citton e le ha chiesto un bicchiere d'acqua. Mentre Marianna si girava, è sgusciato dietro il bancone, le ha puntato un coltello all'addome e le intimato di dargli l'incasso. Terrorizzata, la 27enne di S. Lazzaro gli ha consegnato 150 . In quell'istante una donna che abita nel palazzo che ospita il caffè, attraverso la vetrina, ha notato dei movimenti strani, si è affacciata sulla soglia e ha chiesto alla barista se avesse dei problemi. Il rapinatore ha puntato la lama sulla coscia sinistra della sua vittima lacerando jeans e carne. «Ho dovuto fingere che tutto andasse bene - racconterà il giorno dopo Marianna - e stringere i denti. Mi ha spinto nello sgabuzzino, sotto la cassa ha preso il mio portafoglio e il mio cellulare ed è scappato. Dopo un po', sono uscita e ho chiesto aiuto». In ospedale alla Citton è stata suturata una ferita da taglio profonda 1 cm.; ha ricevuto 8 giorni di prognosi, ma zoppica ancora. La rapina, avvenuta a due passi dal centro e in giorno di mercato, aveva destato viva impressione. Le forze dell'ordine si erano messe subito al lavoro. Grazie alle precise indicazioni fornite dalla vittima dell'agguato e scavando nei propri archivi, il Norm è arrivato al Jaafar, soggetto sorpreso dalla stessa Arma bassanese, nell'ottobre 2006, mentre armeggiava sul portone della gastronomia "da Guido" di viale Vicenza (e che poi patteggiò 4 mesi per tentato furto). Gli inquirenti hanno scoperto che l'immigrato non stava più a Cartigliano ; per contro, negli ultimi tempi, era stato più volte segnalato all'interno di stazioni della nostra regione. Si è quindi ipotizzato che si muovesse su treni e torpedoni e dormisse in sale d'aspetto e terminal. «Per questa vicenda abbiamo profuso un grande sforzo - ha illustrato ieri il luog.te Enrico Losavio, comandante interinale della Compagnia di Bassano - e per dieci giorni, dalle 4 alle 7, abbiamo battuto i principali scali ferroviari del Vicentino del Padovano e del Trevigiano. Mercoledì, alle 6, a Vicenza, una pattuglia ha notato un giovane accucciato su una panchina. Era il Jaafar, che stato portato in caserma; riconosciuto dalla Citton, è stato sottoposto a fermo».Youssef aveva con sè un sacchetto con dentro un paio di scarpe, alcuni indumenti e ben 177 biglietti di linee di treni e autobus, cosa che (vedi a lato) ha aperto un altro filone d'inchiesta. Bruno Cera |