| Cartigliano
Contro Rosà, contro Tezze, contro l'Anas e ora anche contro la Provincia. Cartigliano
porta avanti la sua battaglia a tutto campo per scongiurare la minaccia
della bretella Bassano-Fontaniva, destinata a collegare la futura
Pedemontana con la statale Postumia. «Una strada che taglierà il
territorio comunale come un fiume in piena, separando irrimediabilmente
la frazione Scalchi dal resto del paese»: così l'ha descritta il
vicesindaco Tiziano Borsato.
All'unanimità,
l'aula ha chiesto che l'arteria venga stralciata dal Piano territoriale
di coordinamento provinciale (Ptcp), adottato a Vicenza a dicembre. Dà
fastidio soprattutto che un'opera ancora in alto mare condizioni la
stesura del Pat comunale, imponendo restrizioni ai progettisti: in
altre parole, Cartigliano trova
ingiusto che un intervento di competenza Anas venga inserito nella
programmazione provinciale come vincolo e non come direttiva per «la
realizzazione di un corridoio viario».
Vero
è che il Ptcp precisa che gli effettivi tracciati delle singole
infrastrutture «andranno definiti e valutati» consultando le
amministrazioni per «mitigare gli impatti», ma «questa volontà di
coinvolgere i Comuni nelle scelte pianificatorie è vanificato
dall'obbligatorietà delle norme di salvaguardia». E poi il nastro
d'asfalto lambirebbe, la storica Villa Springolo.
«Nel
summit di dicembre a Venezia - ha ricordato il sindaco Germano
Racchella - eravamo rimasti d'accodo che l'Anas esaminasse anche le
altre proposte uscite: alcune, sì, erano un po' assurde, ma nessuno si
è più fatto vivo. La verità è che, assente il progetto preliminare, la
strada non ha copertura finanziaria: perché legarci le mani se mancano
i fondi?».
L'osservazione
è stata sottoscritta pure dai gruppi di minoranza, in un clima di
concordia incrinato solo da un botta e risposta tra Tiziano Borsato e
Roberto Scalco. Il vicesindaco ha sollecitato il consigliere
provinciale a chiarire meglio la sua posizione: «Prima le immondizie,
poi il megadigestore, ora la bretella: Cartigliano
ci va sempre di mezzo. Nel limite delle possibilità, lotterò perché la
strada non venga fatta: come assessore, devo proteggere il mio paese da
chi lo sta distruggendo pian piano».
«A
questa ipotesi di tracciato io sono stato contrario fin dall'inizio -
ha ribattuto Scalco - ma non è con gli "scioperi della fame" che si
risolve qualcosa: bisogna rispettare le leggi e fornire alternative,
senza fare i Cincinnato».
L'assemblea
si è invece divisa sull'altra osservazione al Ptcp. L'amministrazione
ha invitato la Provincia a rimuovere anche la prevista fascia di
rispetto di 500 metri attorno alla centralissima Villa Cappello: la
norma, «di dubbia legittimità», avrebbe «implicazioni dirompenti» per
il comune di Cartigliano , che
dovrebbe acquisire il parere della Soprintendenza prima di rilasciare
qualsiasi autorizzazione edilizia nel cuore del paese. «Dobbiamo
evitare ulteriori aggravi di burocrazia, ma non possiamo rivolgerci
alla Provincia in termini offensivi o di sfida», ha rimproverato Scalco.
Emanuele Borsatto
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