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giovedì 09 settembre 2010
Restituzione dell'Irpef, si apre il fronte bassanese PDF Stampa E-mail

Il Gazzettino 2008-07-15

I sindaci del comprensorio, guidati da Gian Paolo Bizzotto, hanno incontrato il collega di Vicenza Variati e il promotore dell’iniziativa Guadagnin
Restituzione dell'Irpef, si apre il fronte bassanese
«Federalismo fiscale non più rinviabile. Siamo pronti a non votare i bilanci, vedremo se commissarieranno centinaia di Comuni»
Bassano

L'azzeramento di tutti i trasferimenti statali in cambio della restituzione a ciascun Comune del 20 per cento dell'Irpef prodotta.

Un obiettivo ambizioso ma non impossibile da raggiungere per i promotori della proposta che, lanciata un paio di mesi fa nel Trevigiano, si è subito diffusa a macchia di leopardo a livello regionale, riuscendo a raccogliere le adesioni di quasi 400 sindaci veneti di opposti schieramenti su un totale di 580.

Un'ottantina i primi cittadini del Vicentino che si sono uniti al movimento, molti anche del Bassanese, con la città del Grappa in testa, dove ieri è stata illustrata l'iniziativa.


«Non è una richiesta esagerata, anzi - ha attaccato il vicesindaco di Crespano, Antonio Guadagnin, tra i primi a scendere in campo - siamo convinti sia la strada giusta per arrivare al tanto atteso federalismo fiscale. Se le amministrazioni comunali devono continuare a garantire i servizi essenziali ai cittadini la percentuale del 20 per cento è la quota minima necessaria a dare risposte efficienti. La situazione economico-finanziaria con cui si devono destreggiare le municipalità oggi è pesantissima. Ben vengano nuove deleghe e competenze ai sindaci, ma se non si hanno sufficienti risorse con cosa si coprono le spese? L'Ici sulla prima casa è stata abolita, i trasferimenti statali sono sempre più ridotti, ma soprattutto, dopo aver versato in tasse allo Stato cifre enormi per avere avuto poco o niente in cambio, è arrivato il momento per i veneti di dimostrare uno scatto d'orgoglio».

Cifre alla mano, il portavoce trevigiano della battaglia fa notare il crescente squilibrio tra quello che il Veneto dà e quello che riceve.

«Cambiare la legge per dare autonomia finanziaria agli enti municipali - ha continuato Guadagnin - questo in sintesi l'obiettivo della proposta. Questa situazione ci sta fortemente penalizzando. È inaccettabile, non può continuare. E una parte di responsabilità è anche nostra, perché non abbiamo mai reagito, ma solo messo mano al portafoglio. La nostra proposta è già stata esposta al sottosegretario Alberto Giorgetti. Ci ha risposto che trattenere il 20 per cento del gettito dell'Irpef è troppo. Eppure, con le nostre tasse si coprono progetti in altre regioni, mentre la nostra rimane in assoluto la meno finanziata. Mica siamo una colonia dello Stato. E non siamo disposti a scendere a compromessi: non basterà un'elemosina per zittirci. Se la richiesta non dovesse essere accolta, siamo pronti a non votare i prossimi bilanci di previsione. Voglio vedere come interverrà il governo centrale quando dovrà inviare circa 400 commissari in altrettanti Comuni. La nostra protesta non può rimanere inascoltata».

Prima però è in programma una calata in massa a Roma. «Stiamo pensando di organizzare un treno per il primo ottobre che da Padova ci porti nella capitale dove chiederemo di incontrare il presidente del consiglio», ha anticipato Guadagnin, che coglie l'occasione per richiamare i colleghi amministratori veneti.

«Dobbiamo smetterla di subire e soprattutto dobbiamo imparare a fare squadra anche se non siamo dello stesso colore politico - ha richiamato Guadagnin - prendiamo ad esempio il sud, qui i politici si coalizzano per avere i contributi statali. Da noi invece ogni partito segue la propria strada. Con il risultato che in Veneto il trasferimento pro capite di Irpef è in media di 140 euro, mentre in Campania è di 300 euro e addirittura di 1.300 euro a Rovereto, ma qui stiamo parlando di un territorio che rientra in una regione a statuto speciale, un'altra caratteristica che contribuisce a penalizzarci».

Secondo i sindaci aderenti alla proposta di legge, se questa venisse approvata e inserita nella prossima Finanziaria, potrebbe trovare attuazione già dal primo gennaio 2009. «Per il Veneto, significherebbe un miliardo e 300 milioni di euro in più», ha evidenziato il vicesindaco di Crespano monetizzando il tutto.

L'iniziativa del movimento non riguarda solo i trasferimenti statali. Si allarga anche al patto di stabilità sul quale gli aderenti alla proposta chiedono una revisione, dal momento che lega le mani a molti Comuni. Inoltre, i firmatari invocano una semplificazione nelle procedura di stesura dei bilanci.

Tutti uniti, dunque, tranne alcuni sindaci, quasi tutti della Lega Nord. Rosà, Cartigliano , ma anche Romano, ad esempio, non hanno ancora aderito.

«La contrarietà del Carroccio - ha motivato Guadagnin - credo dipenda dal fatto che rivendica una sorta di primogenitura sul federalismo».

Raffaella Forin





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