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Il Gazzettino 2008-07-15
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sindaci del comprensorio, guidati da Gian Paolo Bizzotto, hanno
incontrato il collega di Vicenza Variati e il promotore dell’iniziativa
Guadagnin |
| Restituzione dell'Irpef, si apre il fronte bassanese |
| «Federalismo fiscale non più rinviabile. Siamo pronti a non votare i bilanci, vedremo se commissarieranno centinaia di Comuni» |
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| Bassano
L'azzeramento
di tutti i trasferimenti statali in cambio della restituzione a ciascun
Comune del 20 per cento dell'Irpef prodotta.
Un
obiettivo ambizioso ma non impossibile da raggiungere per i promotori
della proposta che, lanciata un paio di mesi fa nel Trevigiano, si è
subito diffusa a macchia di leopardo a livello regionale, riuscendo a
raccogliere le adesioni di quasi 400 sindaci veneti di opposti
schieramenti su un totale di 580.
Un'ottantina
i primi cittadini del Vicentino che si sono uniti al movimento, molti
anche del Bassanese, con la città del Grappa in testa, dove ieri è
stata illustrata l'iniziativa.
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«Non è una richiesta
esagerata, anzi - ha attaccato il vicesindaco di Crespano, Antonio
Guadagnin, tra i primi a scendere in campo - siamo convinti sia la
strada giusta per arrivare al tanto atteso federalismo fiscale. Se le
amministrazioni comunali devono continuare a garantire i servizi
essenziali ai cittadini la percentuale del 20 per cento è la quota
minima necessaria a dare risposte efficienti. La situazione
economico-finanziaria con cui si devono destreggiare le municipalità
oggi è pesantissima. Ben vengano nuove deleghe e competenze ai sindaci,
ma se non si hanno sufficienti risorse con cosa si coprono le spese?
L'Ici sulla prima casa è stata abolita, i trasferimenti statali sono
sempre più ridotti, ma soprattutto, dopo aver versato in tasse allo
Stato cifre enormi per avere avuto poco o niente in cambio, è arrivato
il momento per i veneti di dimostrare uno scatto d'orgoglio».
Cifre
alla mano, il portavoce trevigiano della battaglia fa notare il
crescente squilibrio tra quello che il Veneto dà e quello che riceve.
«Cambiare
la legge per dare autonomia finanziaria agli enti municipali - ha
continuato Guadagnin - questo in sintesi l'obiettivo della proposta.
Questa situazione ci sta fortemente penalizzando. È inaccettabile, non
può continuare. E una parte di responsabilità è anche nostra, perché
non abbiamo mai reagito, ma solo messo mano al portafoglio. La nostra
proposta è già stata esposta al sottosegretario Alberto Giorgetti. Ci
ha risposto che trattenere il 20 per cento del gettito dell'Irpef è
troppo. Eppure, con le nostre tasse si coprono progetti in altre
regioni, mentre la nostra rimane in assoluto la meno finanziata. Mica
siamo una colonia dello Stato. E non siamo disposti a scendere a
compromessi: non basterà un'elemosina per zittirci. Se la richiesta non
dovesse essere accolta, siamo pronti a non votare i prossimi bilanci di
previsione. Voglio vedere come interverrà il governo centrale quando
dovrà inviare circa 400 commissari in altrettanti Comuni. La nostra
protesta non può rimanere inascoltata».
Prima
però è in programma una calata in massa a Roma. «Stiamo pensando di
organizzare un treno per il primo ottobre che da Padova ci porti nella
capitale dove chiederemo di incontrare il presidente del consiglio», ha
anticipato Guadagnin, che coglie l'occasione per richiamare i colleghi
amministratori veneti.
«Dobbiamo
smetterla di subire e soprattutto dobbiamo imparare a fare squadra
anche se non siamo dello stesso colore politico - ha richiamato
Guadagnin - prendiamo ad esempio il sud, qui i politici si coalizzano
per avere i contributi statali. Da noi invece ogni partito segue la
propria strada. Con il risultato che in Veneto il trasferimento pro
capite di Irpef è in media di 140 euro, mentre in Campania è di 300
euro e addirittura di 1.300 euro a Rovereto, ma qui stiamo parlando di
un territorio che rientra in una regione a statuto speciale, un'altra
caratteristica che contribuisce a penalizzarci».
Secondo
i sindaci aderenti alla proposta di legge, se questa venisse approvata
e inserita nella prossima Finanziaria, potrebbe trovare attuazione già
dal primo gennaio 2009. «Per il Veneto, significherebbe un miliardo e
300 milioni di euro in più», ha evidenziato il vicesindaco di Crespano
monetizzando il tutto.
L'iniziativa
del movimento non riguarda solo i trasferimenti statali. Si allarga
anche al patto di stabilità sul quale gli aderenti alla proposta
chiedono una revisione, dal momento che lega le mani a molti Comuni.
Inoltre, i firmatari invocano una semplificazione nelle procedura di
stesura dei bilanci.
Tutti uniti, dunque, tranne alcuni sindaci, quasi tutti della Lega Nord. Rosà, Cartigliano , ma anche Romano, ad esempio, non hanno ancora aderito.
«La
contrarietà del Carroccio - ha motivato Guadagnin - credo dipenda dal
fatto che rivendica una sorta di primogenitura sul federalismo».
Raffaella Forin
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