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giovedì 09 settembre 2010
Rifiuti, si vota l'Ato unico e lo guiderà Mondardo PDF Stampa E-mail
Il Giornale di Vicenza domenica 13 luglio 2008 cronaca pag. 11

AMBIENTE. L’assemblea dei Comuni darà il via all’organismo, ma la Regione dovrà esprimersi sulla sua ammissibilità

Rifiuti, si vota l’Ato unico e lo guiderà Mondardo

MAURIZIO SCALABRIN SINDACO DI MONTECCHIO M.
di Marco Scorzato

L’Ato Rifiuti è in rampa di lancio. L’organismo che unirà i 121 Comuni vicentini e la Provincia per decidere la gestione locale in materia di raccolta e smaltimento rifiuti è pronto al primo vagito, seppur in un clima di incertezza normativa.
Domani, a Montecchio Maggiore, l’assemblea degli enti dovrebbe eleggere il presidente e il comitato direttivo dell’autorità. Il condizionale è d’obbligo poiché tra i Comuni persistono elementi di attrito. Salvo cataclismi, tuttavia, l’autorità inizierà ad operare. Resta un interrogativo: non è chiaro se i consorzi di questo tipo saranno ammessi in futuro. L’alternativa sarebbe affidare le competenze alle Province. Tocca alla Regione esprimersi, dice la legge statale. Ma la risposta, attesa da tutto il 2008, non è ancora arrivata.
PREVENIRE L’EMERGENZA. E allora avanti con l’Ato. Dopo due anni di tira e molla sulle ipotetiche forme di gestione della politica dei rifiuti, i Comuni non vogliono perdere altro tempo: «Le scelte strategiche sulla raccolta e sullo smaltimento vanno prese in fretta, prima che ci si ritrovi nell’emergenza», dice Maurizio Scalabrin, sindaco di Montecchio Maggiore, che ha fatto da coordinatore dei lavori preparatori alla nascita dell’Ato.
UN CONSORZIO DA 5 BACINI. Dagli attuali 5 bacini di raccolta e smaltimento rifiuti del Vicentino si passerà ad un’unica autorità. «È un bel risultato - dice Scalabrin -. E i delegati, che abbiano o meno incarichi amministrativi, non riceveranno gettoni di presenza. Ma ciò che più conta è che ci sia un organo che prenda le decisioni».
Quali? L’Ato dovrà stabilire le modalità di raccolta e smaltimento e come affidare i relativi servizi. La sfida più urgente è individuare i nuovi impianti di smaltimento, visto che la discarica di Grumolo sarà esaurita tra meno di un anno.
GLI EQUILIBRI. Ma chi si avvia a guidare il nuovo organismo? Trovare la “quadra” è stata la sfida delle ultime settimane: alla fine, come auspicato, gli enti sono giunti alla presentazione di una sola lista di candidati, che domani sarà sottoposta al voto. «Una lista - spiega Scalabrin - che cerca di essere rappresentativa da punto di vista territoriale, della popolazione, degli attuali bacini, e anche dei colori politici». Così, per la presidenza (il cui voto varrà doppio”) è stato indicato Antonio Mondardo, assessore provinciale all’Ambiente (centrodestra). Gli altri sette membri del direttivo saranno i rappresentanti dei Comuni di Zermeghedo, CARTIGLIANO, Noventa (centrodestra), Schio, Breganze, Longare e Montecchio Maggiore (centrosinistra).
«REGIONE, BATTI UN COLPO». Resta l’incognita di un approdo incerto. Cosa che non piace a nessuno, nemmeno a Mondardo, che in Consiglio provinciale ha sollecitato la Regione: «Venezia ci dica cosa vuole fare in materia di rifiuti. L’incertezza frena scelte che sono urgenti e strategiche».





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